Le vie dei carbonai sul Monte Catria

da | 30 Mar, 25 | Convegni, Economia, Incontri, Storia

La tradizione del carbone di legna è terminata intorno agli anni 2000 ma la carbonella può ancora essere una risorsa per le comunità dell’Appennino

Il 28 marzo 2025 presso l’Eco-museo della civiltà Umbro-Marchigiana a Serra Sant’Abbondio, si è svolto il convegno sul tema della storia del carbone vegetale e sulle possibilità di un utilizzo futuro.Il convegno ha visto una nutrita partecipazione e un interessante confronto fra gli amministratori, comunanze agrarie, università di Perugia, monaci camaldolesi e aziende di settore. E’ stato organizzato dal Comune di Serra S. Abbondio e dalla Associazione Eticamente  che ha promosso Viae Sancti Romualdi insieme a Trail Romagna, Associazione Romagna Camaldoli, Tramontana,  Cai Ravenna. La manifestazione ha visto la partecipazione della Cammini camaldolesi umbri  A.s.d. che cura in particolare le tappe umbre del cammino VSR.

All’inizio dei lavori Vincenzo Silvestrelli, presidente di Eticamente, ha posto l’accento come lo sviluppo del sentiero sia rivolto anche all’attenzione all’economia dei luoghi che può essere costruita partendo dall’identità storica e dalle tradizioni.I saluti sono stati portati da Alessandro Piccini, sindaco di Cantiano e presidente dell’unione montana del Catria e Monte Nerone, cha ha segnalato l’interesse delle amministrazioni per la filiera del legno e per le politiche energetiche in generale, grazie anche alla istituzione di C.E.R. (Comunità energetiche).WhatsApp Image 2025 03 28 at 22.37.52

Daniele Tagnani, Sindaco di Frontone, ha ricordato la tradizione di attenzione alla sostenibilità che ha caratterizzato il territorio, dove è nata la Carta di Fonte Avellana, documento adottato nel 1997, che stabilisce la necessità di curare il territorio montano, in una visione complessiva e di prevenzione dei dissesti come avveniva nella tradizione monastica camaldolese

Ludovico Caverni, sindaco si Serra S. Abbondio, ha evidenziato l’importanza della tutela dell’identità storica del territorio che è rappresentata anche dal cibo. La polenta dei carbonai ne era un esempio. L’amministrazione ha promosso il museo, che ha ospitato il convegno, dove il mestiere del carbonaio è ricordato e documentato.

Il primo intervento è stato quello di Dom Salvatore Frigerio, monaco camaldolese di Fonte Avellana, che ha ricordato come  “La comunità monastica di Camaldoli, fin dal suo primo sorgere attorno al 1024, stabilì un rapporto vitale con l’ambiente forestale, fino ad assumerlo a simbolo e custode della vita monastica. Qui troviamo il nodo che collega la tradizione camaldolese a quella biblica.
Nel 1080 Rodolfo, il quarto Priore dell’Eremo, codifica per la prima volta le consuetudini di vita della comunità romualdina (Liber eremiticae regulae aeditae a Rodulpho eximio doctore. Biblioteca della città di Arezzo, cod. 333, sec XI). La sua opera viene ampliata da Rodolfo II all’inizio del XII secolo. In questo nuovo codice camaldolese l’Autore ci offre pagine altamente dimostrative del rapporto tra i monaci e la foresta. In una pagina particolarmente ricca di poesia è raccolta tutta la tensione ascetica dei monaci che vivono in sintonia con l’ambiente, fino a registrare la loro “identificazione” con gli alberi. Il brano (cap. 49) canta i sette alberi elencati nel libro di Isaia quali segno della fertilità della terra rifondata da Dio (Is 41,19) e, contemplandone le proprietà, vi scopre l’indicazione di quelle virtù che ogni monaco deve possedere. Ma va oltre affermando che ogni monaco deve diventare quegli alberi!”.WhatsApp Image 2025 03 28 at 22.37.03

Dom Frigerio ha ricordato le iniziative del Collegium Sriptorium Fontis Avellanae, ente costituito fra i  promotori della Carta di Fonte Avellana, che continuano ad operare. Ad Aprile è previsto il riconoscimento del codice forestale camaldolese come patrimonio immateriale dell’UNESCO.

Il prof. Luigi Vaccaro della Università di Perugia, ha illustrato le possibili utilizzazioni industriali e innovative del carbone di  legna che vanno dagli usi più semplici in agricoltura e filtraggio, fino alla manipolazione della struttura chimica del materiale che lo rende idoneo ad altre funzioni. Gli usi più conosciuti sono quelli nell’asfalto, nel calcestruzzo, nel filtraggio dell’acqua e nell’isolamento termico. Ha illustrato le iniziative di ricerca della università in questo settore.WhatsApp Image 2025 03 28 at 22.38.07

Il dott. Emiliano Catena è intervenuto sul tema della natura giuridica delle comunanze. Quella di Serra ha origini molto antiche documentate ma, per la visione della proprietà collettiva che la ispira, potrebbe nascere addirittura dalle popolazioni appenniniche pre-romane. I romani infatti nel loro diritto avevano una definizione molto precisa e individualistica del diritto di proprietà che non trova riscontro nella realtà delle comunanze, dove la proprietà è comune anche se l’uso è riservato, in maniera ordinata, alle famiglie degli “uomini originari”.

Irvando Alessandrini, figlio di carbonai, ha raccontato come il padre avesse  la capacità di produrre carbone di legna vivendo nei boschi per periodi lunghi al fine di “governare” il fuoco che doveva essere gestito per evitare che la legna venisse consumata senza produrre la preziosa carbonella.

La serata si è conclusa presso il ristorante “Le Cafanne”, che sorge su un luogo –piazza- dove si faceva il carbone di legna, con l’assaggio della polenta dei carbonai. Era un cibo che veniva condito con la pancetta e che si prestava per la sua leggerezza e per il suo apporto calorico all’uso nei lunghi periodi che i carbonai passavano nel bosco.

 

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Autore

Vincenzo Silvestrelli

Vincenzo Silvestrelli

Presidente di Eticamente. Ha lavorato presso ELIS e presso Banca dell'Umbria